Al cinema d’estate: The Bay

giugno 14, 2013 in Survival Horror Guide

survival horror guide

Il cinema d’estate è il luogo perfetto per trascorrere un pomeriggio di vacanza, la sala è climatizzata, c’è da bere e da mangiare a volontà, c’è posto per tutti gli amici e non si deve rifilare a quello ritardatario lo sgabello scomodo preso in cantina. Purtroppo però in questi anni, la programmazione estiva non è stata molto generosa nei confronti degli amanti dell’horror, basti pensare a “Chernobyl Diaries” uscito proprio in questo periodo l’anno scorso o a “Paura 3D” ( mi vergogno anche un po’ mentre lo cito). Quest’anno però qualcosa è cambiato: uscito in punta di piedi, senza disturbare nessuno e stando attento anche a non sporcare dove cammina, The Bay di Barry Levinson è una bella e inaspettata sorpresa. Il regista, noto tra le altre cose, per aver vinto il Premio Oscar con “Rain Man”  ma anche per “Piramide di Paura” (che ricordo con tanta nostalgia), ha realizzato questo film partendo dall’idea di creare un documentario che parlasse di problemi ambientali e più nello specifico, dell’inquinamento della Baia di Chesapeake e del batterio carnivoro presente in questa zona.

THE BAY

non fate caso ai produttori…piuttosto fate caso alla “lingua”

Ma un documentario su questa baia era già stato realizzato e così il regista ha deciso di creare un prodotto che trattasse gli stessi argomenti estremizzandoli, per scioccare lo spettatore e al tempo stesso farlo riflettere su un pericolo reale. Ecco quindi un mockumentary horror in piena regola, che utilizza bene (ed era pure ora) la tecnica del found-footage e che ha un fondo di verità decisamente impressionante, infatti, il raccapricciante e cattivissimo parassita Cymothoa Exigua della famiglia degli Isopodi, esiste non solo nel film ma anche nella realtà. Soprannominato dagli amici “crostaceo mangia lingua”, si insinua all’interno dei pesci attraverso le branchie, è feroce e vuole sopravvivere, quindi si attacca alla base della lingua cominciando a succhiare tutto il sangue provocandone così l’atrofia. Non contento poi, collega il proprio corpo ai muscoli sostituendosi così alla lingua del pesce e diventando un tutt’uno con esso. Le cose più terrificanti ora sono due…la prima è che Il pesce che ne è vittima, è in grado di utilizzare il parassita proprio come una lingua normale e non si accorge quindi di nulla ( giuro che questo orrore è vero) e la seconda è che, a quanto pare, a causa dell’inquinamento, l’orribile essere si sta espandendo in tutti i mari, evolvendosi e diventando anche sempre più grosso.

Questa non è una foto promozionale, è vera, l'trovata su google cercando il parassita....Non mangerò mai più un pesce...MAI

Questa non è una foto promozionale, è vera, l’trovata su google cercando il parassita….Non mangerò mai più un pesce…MAI

Vi siete infastiditi abbastanza? Avete i brividi su tutto il corpo? Bene allora siete pronti per scoprire la trama del film!

Due biologi/ricercatori francesi rilevano un livello di tossicità sconcertante nelle acque di Chesapeake Bay e cercano di avvertire il sindaco di Claridge, una pittoresca cittadina di mare che prospera proprio grazie all’acqua, principale fonte di sostentamento e ricchezza della comunità. Il sindaco però rifiuta di generare il panico e non dice nulla a nessuno, in fondo è il 4 luglio e tutto è pronto per la grande festa!  E’ l’inizio della fine: il risultato è il dilagare di una piaga mortale che colpisce indistintamente uomini, donne e bambini e a cui non c’è rimedio.

Ecco una clip del film che non spoilera nulla ma rende l’idea dello schifo…

 

Vi ho anticipato prima che la pellicola è realizzata con la tecnica del found-footage quindi, nella migliore delle ipotesi, ora avrete in mente film come “Grave Encounters” o proprio “Paranormal Activity” e già vi sento dire << No, io quei film con una sola telecamera che si muove anche un po’ male, dove l’inquadratura sfoca proprio sul più bello, ti viene il mal di mare nei primi 5 minuti e non succede nulla per tutto il tempo, non li guardo>>.

aiuto ho perso la telecamera, come faccio ora ad annoiarvi per il resto del film?

 

Io vi dico che avete perfettamente ragione! La differenza tra questa pellicola e le altre è che ha una regia ottima, con l’esperienza giusta per affrontare un lavoro così complesso. Barry Levinson aveva ben in mente quello che doveva succedere ed ha saputo sfruttare moltissimi punti di vista differenti ( 21 piattaforme digitali), per raccontarlo, li ha fusi insieme creando un crescendo di tensione nello spettatore decisamente superiore alla media, anche perché l’orrore raccontato non è poi così lontano da noi. Non sono i soliti fantasmi, i mostri, gli alieni o gli zombie, qui ci son delle creature realmente esistenti che ti fan provare quella paura per la natura che solo ai tempi de “Lo Squalo” gli spettatori avevano provato ed in più il messaggio ecologista di fondo passa forte e chiaro.

ma no, dai sarà solo una piccola allergia...

ma no dai, sarà solo una piccola allergia…

Cari sopravvissuti, dopo aver visto questo film ho un solo consiglio da darvi: Controllate sempre la bocca del pesce che avete nel piatto prima di mangiarlo!