Urban Heroes: portare una maschera non è MAI stato così pericoloso…

marzo 19, 2013 in Chit Chat, Uncanny Playerz: Teach me Master

Continuano i maggici appuntamenti con la rubrica Uncanny Playerz, ed oggi abbiamo il piacere di presentare una realtà di gioco tutta italiana, destinata molto probabilmente a seguire le fortunate orme del celeberrimo Sine Requie: si tratta di Urban Heroes!

Urban Heroes

Di stampo totalmente differente dall’opera targata AsterionPress, questo gioco di narrazione sta facendo parlare di sé da diverso tempo ormai, dato che si basa su un presupposto particolarmente interessante: se esistessero persone con poteri superiori, manifeste al mondo, cosa succederebbe veramente? Ci troveremmo di fronte a dei novelli Avengers? Ad una Justice League?

Ma figurati!

Ma figurati!

Latte, biscotti e sogna, pupo. 

Per meglio capire questa nuova proposta, Toni vostro è calato, confacendosi alle mode dei compassatissimi lanzichenecchi, verso il luogo di rendez vous con gli autori del gioco in questione: Mantova Comics 2013.

Ore 14.30: peripezie quali una personale congiuntivite fulminante aggravata plurima, quasi premieristica e la terrificante scoperta secondo cui tutte le macchine vomitasoldi nei pressi del Palabam risultavano immancabilmente guaste o più genericamente fuori servizio, riusciamo ad entrare. Nuovamente, ad accompagnarmi vi è la sventurata che ho legato a me tramite un anello (ah-ah-ah) qualche tempo fa, e sauronescamente ridacchiandomela ci avviamo verso la nostra meta.

E qui dovrebbero partire le risate registrate, credo, perché… ho un buon senso dell’orientamento, io: mi perdo col navigatore, io.

TRUE STORY.

Bravo, BRAVO!!! Bis!

Bravo, BRAVO!!! Bis!

Con grande fortuna, il mio Tessoooro ha in queste occasioni un bioGPS encefalico incorporato mica da ridere, mentre io rassomiglio sempre più da vicino Ryoga Hibiki di Ranma 1/2. Se a questo ci aggiungi il fatto che sotto congiuntivite non è che vedi benissimo, parte la colonna sonora del Benny Hill Show e giù tutti a correre con espressioni facciali di oscena tristezza.

Ma comunque.

Stand F5, ci siamo: due ragazzi subito ci accolgono, ammalianti di crostata alla marmellata uberbelliffima, mi presento con il mio vero nome (e vabbè, sì: mi chiamo Entoni. EnToni Starke) ed iniziamo ad interagire. Inutile a dirsi, sono i creatori di Urban Heroes e, vuoi per passioni gdrisitiche simili, vuoi per passioni fumettistiche altrettanto vicine, entriamo subito in sintonia.

Cominciamo?

Toni: Allora ragazzi, vi farò sicuramente domande trite e ritrite, ma ahimè laggente vuole sapere: chi siete?

Matteo: Io sono Matteo Botti, mentre l’oscuro figuro in piedi col cappuccio è Alessandro Rivaroli, creatore effettivo del gioco.

The Authorz

The Authorz! (Alessandro sulla destra e Matteo sulla sinistra)

T. :  Come è nata l’idea per Urban Heroes? Quando, soprattutto?

M. : Nacque ai tempi delle superiori, circa dieci anni fa, anche se era qualcosa di molto diverso rispetto a quello che abbiamo ora di fronte!
Alessandro: Sì, in effetti era qualcosa di più che altro ironico: venivo da anni di letture di fumetti americani, e come gioco di ruolo iniziale ho avuto il classico D&D, anche se fatto in un modo molto… tecnico, ecco. L’idea era di “portare in scena” le cose più ridicole o assurde possibili presenti in un mondo supereroistico. Avevo tra l’altro già cominciato a disegnare qualche personaggio… aspetta che forse ho qualcosa.

Eh. Mica solo “qualcosa”: Alessandro nascondeva dietro di noi dei veri e propri reperti storici, cioè i quaderni a quadretti con i primi bozzetti di personaggi che, passato il tempo e maturate le connotazioni, costellano attualmente Terra Z, il “terreno di azione” di UH.

T. : Wow! E da allora ad oggi? Cos’è successo? Cosa ha fatto cambiare rotta al gioco?

A. : Volevo dare una svolta, così dopo qualche anno di accantonamento ho rispolverato il progetto e ho contattato Matteo in modo che potesse darmi una mano a rivoluzionare Urban Heroes. Il tutto è ricominciato veramente solo due anni fa, e da allora parecchie persone ci hanno aiutato nella cosa.
M. : Considera che Urban Heroes è totalmente “open source”. Per poter realizzare il manuale abbiamo avuto bisogno di tutto l’aiuto possibile, e non nascondo che la cosa ha richiesto anche un personale e congruo impegno. I disegni, il layout, la realizzazione stessa, tutto insomma, è frutto del lavoro dei molti che ci hanno creduto.

T. : (manuale alla mano) Devo dire che il lavoro è venuto molto bene. Non è il classico wall of text che contraddistingue un manoscritto in formato .docx, qui ci sono stili grafici diversi degni di casa White Wolf , tanto per citarne una.

Alcune immagini tratte dal manuale...

Un’immagine tratta dal manuale…

... un altro estratto...

… un altro estratto…

... ed un'ultima, raffigurante un vero e proprio team di superumani europei.

… ed un’ultimo, raffigurante un vero e proprio team di superumani europei.

Si diceva prima che l’attuale UH è cambiato molto rispetto a quello iniziale, diventando così tanto maturo da essere in effetti “pulp”: per chi si aspetta di giocare qualcosa di semplicemente simile a Watchmen, beh, troverà delle sorprese…

A. : Esattamente! Diciamo che opere come Watchmen o Kick-Ass sono solo il punto di partenza da cui, come ambientazione e profondità dei personaggi giocanti e non, si intende cominciare. Le cose sono molto più complesse di così: dalla comparsa del primo superumano il mondo ha cercato, in ogni suo ambito, di accaparrarsene una fetta.
M. : Dai media, cominciando con i telegiornali pieni di scoop sull’esistenza dei “super” (come anche le pubblicità con sponsor ed i veri e propri reality…), fino ai governi che tentano di avere almeno un superumano alle dipendenze della propria giurisdizione, per continuare poi con l’esercito che considera questa nuova razza delle vere e proprie armi… ognuno ne vuole un pezzo, e ciò rende ovviamente i “super” onnipresenti nella vita quotidiana dell’essere umano medio. E questo è ancora niente: visto il settaggio del gioco, in effetti molto urbano e legato alle realtà cittadine che ci riguardano da vicino, anche argomenti come crisi economica ed intrigo politico trovano ampio spazio. Quest’ultimo, in particolare, è la leva che muove buona parte del gioco: sia che si lavori per la polizia, la città in generale o perfino se si è un vigilante, si entrerà comunque in contatto con quello che è la struttura di potere locale… comprensiva di tutte le proprie sfaccettature e giochi di potere in cui ci si ritroverà invischiati prima o poi.
A. : Tutto questo è in risposta alla domanda che ci facemmo qualche anno fa, l’incipit se vogliamo di Urban Heroes: cosa succederebbe veramente VERAMENTE se esistessero i “supereroi”? Quello che non ti immagini: lotte per i diritti dei superumani in seguito alla paura dilagante dei “normali”; ripercussioni psicologiche sull’umano medio che, vedendo l’effettiva esistenza di persone del genere, tenta l’emulazione con nuove droghe in commercio che donano dipendenza e poteri in egual misura; idolatria di superumani come fossero star, visto il loro impiego come protagonisti di programmi televisivi e spot pubblicitari.

T. : Una parola invece sul sistema di gioco: adottate qualcosa di già visto (d20 system, d10 o dadi percentuale, ad esempio) oppure avete creato qualcosa di vostro?

M. : Sistema nuovo, che fonde per certi aspetti il meglio di alcuni già esistenti ma che viaggia in una direzione diversa.

T. : Lo scopriremo, allora: è già previsto un hangout sul nostro canale YouTube della sessione di UH che giocheremo a breve, non appena il gruppo dei tester avrà assimilato il core rulebook.
Un’altra domanda: in Urban Heroes puoi creare veramente qualunque tipo di superumano tu voglia?

A. : Assolutamente sì. Sulla quarta di copertina viene indicato un numero di combinazioni poteri pari a più di 900.000. Il dato in sè è però errato: ricalcolando il tutto, non c’è un vero limite alle combinazioni fattibili. Oltre a ciò, i poteri possono anche non dipendere solo ed unicamente dalla persona: possono anche solo scaturire da un artefatto, o perfino avere una natura più magica che genetica.

A questo punto, io già lo so che molti di voi nerdacci hanno pensato a…

"In the darkest hour..."

“In the darkest hour…”

… Green Lantern ed il suo anello: bravi.

Io ho scavallato direttamente con Witchblade e la Lama Stregata, in quanto portatore (mal)sano di mente porca.

eh....

scusate, ggente: kleenex in omaggio per tutti, via…

T. : Così facendo si ampliano in modo esponenziale le possibilità: la cosa è davvero interessante.

A. : Una piccola delucidazione: non è vita facile neppure per chi ha artefatti che conferiscono poteri. Chi, sano di mente, mostrerebbe in bella vista la fonte dei propri poteri? In un mondo reale, il furto di questi oggetti sarebbe la prima cosa a cui pensare… ed il mercato nero di artefatti è in effetti ben florido, in UH! Tutto, in questo gioco, ha un rovescio della medaglia: potrai anche essere iperveloce, ma se corri a tutta birra contro un muro ti ci schianterai contro fracassandoti tutte le ossa e possibilmente morendo nell’impatto; se i tuoi poteri sono “divini”, sarai quasi certamente bipolare se credi fermamente all’origine superiore dei tuoi poteri, se hai un oggetto che dona potere cercheranno di appropriarsene, e via così.

Ecco. Questo ci fa capire quanto questo GdR sia distante da un fumetto in senso classico: vaglielo a dire tu a Green Lantern che non può andare in giro ad, uhhh, ANELLEGGIARE garrulo contro i propri nemici! Qui non si scherza, d’altronde…

T. : E nel gioco, invece? Quando è cominciato tutto? Quando è comparso il primo superumano, e perché?

M. : Il tutto è cominciato il 9/10/2008, in seguito all’esplosione dell’LHC di Ginevra per un guasto non meglio precisato. Oltre a provocare danni incalcolabili ed un numero di vittime altissimo, essa rilasciò nell’aria delle particolari sostanze, le cosiddette particelle Z: da quel momento si cominciò a parlare si superumani, prima timidamente e poi come un fatto scontato di tutti i giorni. Visto che prima si parlava di artefatti che donano poteri, sì, le particelle Z possono attecchire anche su alcuni materiali ed oggetti.
A. : Anche cose meno “nobili” sono spuntate fuori dopo l’esplosione di Ginevra: droghe, per esempio, che conferiscono poteri superiori. C’è chi farebbe di tutto per averle, nonostante l’altissimo rischio di dipendenza e perfino cancro.

T. : Andando sul versante invece più “intellettuale” del gioco, che letture consigliereste, togliendo alcune ovvie opere fumettistiche, agli aspiranti playerz di Urban Heroes?

M. : Noi ci siamo rifatti a due libri in particolare, “Fisica dei supereroi” di Kakalios e “La realtà nascosta” di Brian Greene, ma la cosa non è vincolante, ecco. Internet ormai la fa da padrone, per cui tutto quello che può servire in partita lo si può ampiamente ricavare tramite un computer o tablet con connessione attiva. Abbiamo molto materiale aggiornato quasi in tempo reale perfino sul nostro sito ufficiale! Questo perché il gioco è studiato per espandersi continuamente man mano che gli eventi nel mondo reale prendono vita: passando su Terra Z, gli stessi eventi possono seguire un corso anche leggermente o molto differente.

T. : Ragazzi, io vi ringrazio. Il manuale l’ho preso (ed è, sinceramente, ad un prezzo più che onesto), l’hangout arriverà presto. Se laggente volesse contattarvi, dove deve andare?

M. : Abbiamo account aperti ed attivi su diversi social network, tra cui

Facebook,

Twitter (@UrbanHeroesRPG e hashtag ufficiale #UrbanHeroes),

G+,

e sul nostro sito, www.urbanheroes.it .

Oltre ad essere presenti tutti i contatti del caso, mail compresa (info@urbanheroes.it), su di esso ci sono anche le gallery di disegni presenti nel manuale e non, il blog, gli eventuali errata corrige, l’area download, l’area i-commerce per acquistare il manuale, l’intro al gioco e gli aggiornamenti ad esso, in quanto come dicevamo è in continuo update.

A. : Tra l’altro, stiamo facendo uscire un’espansione chiamata BLACKOUT, in linea con il famigerato 21 Dicembre 2012… dove qualcosa in effetti succederà! Sul sito ci sono un sacco di informazioni su di esso, in modo da arricchire l’ambientazione. Allo stesso modo, chiediamo anche ai vari gruppi di gioco di darci dei feedback, e di dirci dove giocano, cosa fanno… sono tutte idee che entrano, e che allo stesso modo contribuiscono a dare una visione più d’insieme dell’ambientazione stessa.

T. : Di nuovo, wow! Siete davvero ben organizzati: con questo sito e gli account sui vari social network, diventa sempre più interessante seguirvi periodicamente per vedere le novità fresche fresche di Urban Heroes e giocarle… sotto questo aspetto, il gioco è davvero nuovo ed unico nel suo genere.

Scambiamo ancora un pò di convenevoli, e devo dire che, mentre rispolveriamo memorie di fumetti amati da ambo le parti, continuo a pensare alle possibilità di Urban Heroes e…  il gioco già m’ispira. Ci salutiamo infine, ed è giunta l’ora anche per noi di tornare a casuccia.

La sera stessa comincio una delle mie attività preferite: leggere manuali di gioco. Già dalle prime pagine capisco che non mi stancherò tanto presto di questo UH corebook…