Tomb Raider 2013: eccezionale ma non troppo.

marzo 16, 2013 in Gamerz

In questi giorni se ne fa un gran parlare in tutto il web, nel bene e nel male, il reboot di una saga storica come Tomb Raider suscita inevitabilmente commenti e critiche di ogni genere.

C’è chi lo sdegna, chi lo ritiene inadeguato e non all’altezza della vecchia Lara, chi lo vede come un capitolo inutile e privo di trama, un blockbuster comandato e privo di inventiva, chi invece lo ritiene un nuovo ed eclatante inizio per l’archeologa più famosa di sempre.

Era il lontano 1996…

Per quanto mi riguarda questo capitolo è un po’ un miscuglio di tutto questo, perché resettare completamente uno dei videogames che hanno formato la gioventù di molti gamers e non è un compito assai arduo.

Ma cosa sappiamo dei vecchi Tomb Raider? Cosa ci è rimasto? Un action corri-salta-spara-attiva su binari: avevamo il nostro bel percorso prefissato, certo ignoto e costellato di trappole, meccanismi e nemici, ma pur sempre su binari. Poca esplorazione, molta azione e una risicata dose di archeologia, rappresentata da una esploratrice dal grilletto facile. Andare avanti nei livelli era sempre un impresa: quick-time events via via più complessi e frettolosi, nemici sempre più grossi e salti sempre più difficili in ambientazioni storiche che sconfinano nel paranormale.

L’evoluzione del titolo ci ha portato in ambienti storici sempre diversi, più vasti e relativamente esplorabili, sebbene sempre estremamente limitati, così come il personaggio di Lara si è evoluto sia fisicamente…

Anche io vorrei invecchiare così.

Anche io vorrei invecchiare così. Notare come i sorrisi svaniscono man mano…

…che psicologicamente, mostrandoci la sua storia e un suo divenire sempre più oscuro, se vogliamo. Abbiamo sempre avuto a che fare con una Lara glaciale e dalla mano ferma, senza esitazione quando si trattava di far piazza pulita di chi (o cosa) si metteva sulla sua strada. Una sorta di Indiana Jones al femminile, necessariamente costretta a uccidere per la sua incolumità.

Nel nuovo titolo di questo retaggio cosa è rimasto? Molto, ma non tutto. I tempi sono maturi, hardware e software possono garantire una ventata di aria nuova per questa serie, ma ahimè a noi non arriva altro che una brezza marina. Certo il titolo si è espanso, ma come di preciso?

L’open world che molti si aspettavano non è purtroppo arrivato, sostituito si da un mondo vario ed esplorabile, ma pur sempre molto limitato. Se i vecchi TR erano su binari, ora ci troviamo su una strada. Possiamo permetterci soste e deviazioni, ma alla fine siamo sempre guidati (anche troppo) verso la fine, con qualche svago di contorno come esplorazione di tombe o caccia a reliquie/oggetti segreti/funghi.

No non è una battuta, c’è davvero una sfida per la raccolta dei funghi e una per depredare nidi di uova. Seriously, wtf? Non mettete un open world decente come Far Cry 3 per farmi andare a funghi?

Lo sguardo fiero e puro di una guerriera che ha trovato un porcino da 2kg

Non c’è grande innovazione nella tecnica: gli enigmi sono sempre gli stessi, nemmeno troppo geniali, le sfide sono simili, sebbene adattate ai tempi e alle tecniche. Nonostante la trama sia ottima e abbia fatto passi da gigante, permettendo una maggiore introspezione del personaggio e di chi lo circonda, tutto viene rappresentato in modo marginale, banale e infantile, corredato da una marea di ovvietà davvero non necessarie.

Cambia anche il personaggio di Lara, ovviamente ringiovanito e tornato alle origini. Non ci troviamo più di fronte ad una supergirl dura e pura, ma a una ragazzina spaventata con l’hobby dell’esplorazione. Certo, fisicamente capace e sempre sopra la media, ma non più un eroina dura impossibile da scalfire. Ha paura, è inesperta, vulnerabile nelle nostre mani. Nella prima ora di gioco prende sberle a destra e sinistra: pestata, quasi impalata e violentata, legata, pestata di nuovo e intrappolata in una tagliola.

È sopravvivenza contro la natura e il nemico, forse per la prima volta qualcosa di più che un banale fantoccio da tiro capace di rispondere al fuoco. Si differenziano non più per la quantità di piombo con cui possono essere imbottiti, parlano e sanno rispondere al fuoco, sono una (modesta) sfida.

Le coperture sono importanti: kit medici ed energia sono sorpassati: una raffica a bruciapelo o un paio di frecce e siamo KO.

Anche l’atteggiamento della protagonista cambia nei loro confronti, con l’avanzare delle abilità e dell’esperienza si fa più dura, spietata. Si, la nuova Lara è spietata, devastante e violenta. Trucida come un unno, sgozza uomini con le frecce o li finisce con una fucilata sotto al mento. Non metto in dubbio che la sopravvivenza estrema possa portare a questo, specie se unita alla visione dei tuoi amici che cadono come mosche, ma per una giovane donna mi pare tutto molto esagerato, sarebbe costato molto aggiungere una modalità più “stealth”? Stordire e legare, nascondere nei cespugli o sugli alberi per evitare di diventare come chi ha sterminato i tuoi compagni?

(cortesemente preso in prestito da ign italia )

La lieve componente GDR inserita sarebbe stata d’aiuto, con il livellare Lara avrebbe potuto imparare a gestire i nemici in modo diverso, sarebbe potuta diventare una vera eroina non in grado solo di fare la macellaia, ma anche di avanzare senza fare vittime e imparare una a sopravvivere per davvero. A questo si unisce la caccia, una risorsa che sarebbe potuta essere fondamentale, ridotta invece a un espediente per il farming intensivo.

Non fraintendetemi, non sono un Verde, PETA o che altro, ma qui non ha veramente nessuna utilità. Si, può procurare risorse per migliorare le armi (interessante come si può costruire un mirino di precisione usando scarti animali, btw…) e fornire exp per livellare, ma si va avanti benissimo senza nemmeno uccidere un coniglio.

 

Il papà di Bambi può diventare un perfetto mirino telescopico, se sai da dove tirare fuori le lenti…

 

In sostanza il nuovo Tomb Raider è questo, un reboot evoluto e in buona parte riuscito molto bene. Intrattiene, diverte senza però impegnare, fa appassionare con una trama ben sceneggiata, personaggi più profondi (senza esagerare) a cui potresti persino legarti e ambientazioni a dir poco spettacolari. Cade in ovvietà inutili e soffre di scarsità di innovazione, la quale non aiuta a coinvolgere profondamente il giocatore, ma ritengo che come base di lancio per dare nuova vita alla saga sia un titolo solido e apprezzabile.
Crystal Dynamics e Square Enix mi raccomando: avete dato un buon inizio, non fottete tutto con un seguito senza sale e innovazione.

La spettacolarità dei paesaggi è invidiabile, bisogna ammetterlo. Giocate e scoprirete che questo è niente in confronto al resto!