Incarceron di Catherine Fisher

marzo 15, 2013 in Books, Io l'ho letto

 

incarceron light

Titolo: Incarceron

Autore: Catherine Fischer

Editore: Fazi

Numero pagine: 374

Prezzo: € 14,90

 

Incarceron è una prigione avveniristica e invisibile, dove i discendenti dei prigionieri originari vivono in un mondo oscuro scosso da rivalità e violenze. È un incrocio di inquietanti tecnologie, un edificio vivente, un Grande Fratello vendicativo e sempre in guardia, corredato di camere di tortura, sotterranei e passaggi segreti. In questo luogo un giovane prigioniero, Finn, ha delle visioni della sua vita precedente e non riesce a convincersi di essere nato e cresciuto lì. Nel mondo esterno Claudia, figlia del direttore di Incarceron, è intrappolata in un altro tipo di prigione ­ un universo tecnologico ma costruito con meticolosa cura affinché appaia come un’epoca antica ­ dove la attende un matrimonio combinato con un ricco playboy che lei odia. Ma arriverà un momento in cui Claudia e Finn, contemporaneamente, troveranno un oggetto, una chiave di cristallo, attraverso la quale potranno parlarsi. E allora sarà solo questione di tempo prima che i due mondi, finora separati dagli spessi muri di Incarceron, entrino in contatto…

 

Sono davvero molto combattuta su questo libro nel quale ho trovato numerosi pregi, ma anche un paio difetti che purtroppo li hanno in gran parte offuscati.

Cominciamo però da quello che ho apprezzato di più: l’ambientazione. Sia Incarceron che il mondo di fuori, bloccato in quella che viene chiamata l’Era, sono descritti in maniera davvero eccezionale.  La realtà della prigione in cui Finn e i suoi amici si muovono è angosciante e claustrofobica, capace di trasmettere la spietatezza di un luogo che è allo stesso tempo prigione e organismo spietato in grado di vedere tutto e di plasmare i resti organici dei prigionieri deceduti per dare vita a nuovi organismi viventi. Anche il mondo in cui vive Claudia però ha un ché di angosciante. Pur essendo fuori, infatti, anch’esso risulta essere una sorta di gabbia dorata in cui gli uomini vivono intrappolati in un’epoca passata, governati da una famiglia reale che li ha privati di ogni forma di tecnologia e possibilità di progresso. Un mondo descritto in maniera magistrale e spettacolare con uno stile comunque che risulta fluido e scorrevole. A differenza di quello che può sembrare dalla chiave tutta tempestata di scintillii magggggggggici in copertina inoltre, nel romanzo la magia non è assolutamente presente. La stessa Incarceron è frutto di quella tecnologia avanzata alla quale gli abitanti del mondo di fuori sono stati costretti a rinunciare. Per quanto questa tecnologia non sia molto presente devo ammettere che è comunque una nota che va sicuramente a favore del libro e col tipo di storia che l’autrice ha voluto proporci.

Tutto questo però è stato offuscato da due grossi difetti: il primo è la prevedibilità della storia. Quello che avrebbe dovuto essere un colpo di scena, ovvero la scoperta della vera identità di Finn, non è poi una sorpresa così grande. Fin dai primi capitoli infatti è facile fare due più due e capire cos’è che spingerà poi Claudia a voler liberare a tutti i costi Finn.Un altro grande difetto è legato ai personaggi che mi hanno lasciata quasi del tutto indifferente. Durante la lettura non sono riuscita ad affezionarmi più di tanto a nessuno di loro. Solo Claudia e Keiro, il fratello giurato di Finn, mi sono sembrati avere maggiore spessore, spessore che ahimé ogni tanto si perdevano per strada.

Insomma un romanzo con un’ambientazione spettacolare e tutto sommato ben scritto con personaggi che però non sono riusciti a entrarmi dentro e una storia forse un po’ troppo prevedibile.

Se mi sento di consigliarlo? Sì, ma solo se non avete letture più urgenti da fare.