Dark Rock Chronicles di Marco Guadalupi

marzo 6, 2013 in Books, Io l'ho letto

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Dark Rock Chronicles

Marco Guadalupi

pagine 240

€13,50

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I Dark Rock Chronicles o meglio, i DRC, sono una band rock un po’ scalcagnata che vive in un mondo dove l’omicidio durante il Torneo dei Rock Guerrieri è permesso, ma solo sul palco, dove i musicisti si presentano su enormi draghi e le corna da metallaro fanno scalpore.

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Quando ho cominciato a leggere DRC, non capivo dove volesse andare a parare. Un gruppo di amici cazzoni, con dialoghi davvero divertenti e che riporta alla mente subito un romanzo di formazione in stile americano.

Il mondo in cui è ambientato è così simile al nostro, che a tratti non ci si accorge delle stranezze che fa spuntare fuori con nonchalanche l’autore. Chitarre con armi da fuoco? Tutto normale, dai. L’incontro col demone ex leader dei Zed Lep… eh. Ok. Un demone? Fermi tutti. E questa polizia del Carcere dei Rocker Sopra le Righe?

Romanzo di formazione giovanile? Si, si. Una crescita i personaggi ce l’hanno ed è anche descritta molto bene ma questo è… ROCK! Nel senso di divertente! Nel senso di profondamente ironico.

E io che mi aspettavo una storia un po’ gotica… e invece!

Quindi, addentriamoci in questo mondo di battaglie epiche un po’ in stile Brutal Legend  o Scott Pilgrim in compagnia di questa band che per una serie di sciagurati eventi si ritrova a dover affrontare situazioni altamente pericolose e da brivido per salvare il proprio cantante, nonché amico.

I protagonisti sono Matt, Duffy, Saul e Axl dei DRC e Megan, conturbante fidanzata di Saul super glam e ochetta ma che sa quando tirar fuori le palle e Charlotte Michelle, la geek, la Modificatrice, quella che con tanto ingegno fa diventare delle bacchette da batterista delle armi letali.

Il Demone non è poi così cattivo e i cattivi… beh, ma mica devo raccontarvelo tutto, no?

Pieno zeppo di riferimenti alla cultura rock e a quella pop, tra cui uno ai Goonies, sono citazioni divertenti e mai invadenti.

I dialoghi sono divertenti, sciolti, naturali, nonostante la narrazione inizialmente zoppichi e rischi in certi punti di risultare legnosetta, si riprende alla grandissima verso pagina 100 e riesce a trasmettere in pieno i tremori da prestazione nell’Arena e le scene d’azione sono davvero convincenti.

Peccato per i numerosi refusi. Speriamo che con la prossima ristampa vengano eliminati. Doppio peccato in quanto il libro è molto curato: i capitoli suddivisi come i brani di un cd, con la quantità delle pagine per quantificarne la lunghezza, il nome dei protagonisti in prima pagina come quelli dei componenti di una band.

Consigliato. E spero presto nel seguito.