La Ruota Panoramica e S. Valentino

febbraio 14, 2013 in Cock-a-Doodle-Doo

Mi chiamo Valentina (si, grazie per gli auguri) e ho una paura fottuta delle altezze. Il doodle di oggi è perfetto perchè combina la festività degli innamorati e il 154° anniversario della nascita di George Ferris.

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La ruota gira e…

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e volià, un bizzarro colpo di fulmine!

Le vignette a seguire, non ve le svelo perché sono proprio carine e una in particolare è ispirata ad un film che amo.

Qualche nota biografica su Ferris:

George Washington Gale Ferris Junior nacque il 14 febbraio del 1859 a Galesburg, nell’Illinois. Nei primi anni Novanta dell’Ottocento, Ferris raggiunse Chicago per partecipare a un bando, indetto dagli organizzatori della Fiera Mondiale Colombiana, in vista della sua apertura al pubblico nel 1893. La fiera, tra le altre cose, voleva celebrare i quattro secoli dalla scoperta dell’America, e per questo fu richiesto a progettisti e inventori di ideare un grande monumento, che superasse per dimensioni la Torre Eiffel, costruita in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1889.George Ferris propose di costruire un’enorme ruota, dalla cui sommità fosse possibile vedere tutti i padiglioni della Fiera. I progetti incuriosirono gli organizzatori, che sollevarono però numerose perplessità sulla sicurezza di una simile costruzione. Ferris si prese qualche settimana di tempo per ottenere il sostegno da diversi rispettabili ingegneri d’America. In molti trovarono la sua idea geniale e realizzabile, cosa che convinse infine gli organizzatori ad approvare il progetto. Ferris aveva anche trovato alcuni finanziatori locali per coprire il costo della costruzione, stimato intorno ai 400mila dollari. La costruzione della grande ruota panoramica di George Ferris andò avanti speditamente. Aveva 36 cabine e in ognuna di esse c’erano 40 sedie girevoli, per consentire ai passeggeri di vedere il panorama intorno a loro. Ogni cabina poteva contenere al massimo 60 persone e la capacità complessiva era stata stimata in 2.160 posti. La ruota era alta 80,4 metri, molto più bassa dei 324 metri della Torre Eiffel, ma aveva comunque un grande volume. Era mossa da un potente motore a vapore e impiegava circa 20 minuti per compiere due giri. Durante il primo erano previste sei fermate per consentire ai passeggeri di uscire ed entrare nelle cabine.

E su S. Valentino, martire sfigato.

 

San Valentino, detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma, 14 febbraio 273), è stato un vescovo romano, martire.
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici.
La più antica notizia di S. Valentino è in Martyrologium Hieronymianum, un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo nome e anniversario di morte. Ancora nel secolo VIII un altro documento, Passio Sancti Valentini, ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura a Terni ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.
È tuttavia incerto se si tratti di un martire diverso dal presbitero che, secondo un’altra storia Acta SS Marii, Marthae et sociorum subì il martirio sotto Claudio il Gotico (quindi prima del 270, anno del decesso di questo imperatore), dato che questo fu sepolto a Roma, nelle catacombe al II miglio della via Flaminia. Con molta probabilità si tratta della stessa persona; alcuni storici ritengono che il presbitero Valentino di Roma non è mai esistito