The Boys di Garth Ennis

gennaio 31, 2013 in Io l'ho letto, Teste di Balloon

In un mondo in cui gli eroi in costume sfrecciano nel cielo e i vigilanti mascherati si confondono fra le ombre della notte, qualcuno deve fare in modo che i “super” stiano in riga. Billy “il macellaio” Butcher, Piccolo Hughie, Latte Materno, il Francese e la Femmina della Specie sono i Boys, un gruppo che agisce sotto l’egida della C.I.A. per contrastare la forza più pericolosa sulla terra: i supereroi. Alcuni eroi in costume devono essere sorvegliati, altri controllati. Altri ancora devono essere fatti sparire. Ed è qui che entrano in azione i Boys.

Partendo dal basso a sinistra: Bill “the Butcher”, Piccolo Hughie (modellato sulle fattezze dell’attore Simon Pegg),
La Femmina della Specie, l’imponente Latte Materno e Il Francese con i suoi caratteristici goggles. 


In un mondo in cui i supereroi non esistono a volte ci si chiede se qualcuno dovrebbe inventarli. Lo prova la scienza e lo conferma la realtà: i supereroi non nascono per caso. E se per una volta qualcuno dall’alto rispondesse “ok”? Se qualche scienziato trovasse il modo per dare dei super poteri a qualcuno, di generare un vero superman o un uomo ragno? E se qualcuno decidesse di privatizzare questa idea per generare un giro d’affari così grande da riuscire a stringere un cappio attorno al collo degli stessi U.S.A.? 
Questo è quello che rappresenta, in parte, the Boys. I supereroi non nascono, vengono fatti nascere appositamente dalla Vought American. Chiunque dica il contrario è sicuramente pazzo, ma perché no lasciarglielo fare, così da depistare ogni attenzione non necessaria?
Aggressivo, violento, irriverente, anticonvenzionale ed antieroico in ogni sua pagina. Questi sono solo alcuni degli aggettivi che vengono in mente leggendo The Boys, opera magistrale di Garth Ennis, già noto ai più per parte del ciclo su The Punisher, Preacher e cose meno leggere come Crossed, sfodera qui il meglio di se stesso.
In un mondo fumettistico dove ai più i supereroi vengono presentati come i classici buoni/cattivi della Marvel o DC, sfaccettati e profondi certo, ma con certi limiti, the Boys riscrive le loro regole, presentando non degli eroi senza macchia, quanto degli esseri umani con il ruolo di supereroi.
E come ogni essere umano sono deboli, hanno i loro problemi e i loro vizi, amplificati dalla vita sotto i riflettori, dall’essere le persone più invidiate, note e ricche del pianeta. Sono al di sopra della legge, sono bulli planetari che danno modo a chi li ha creati di tenere in scacco lo stesso governo degli Stati Uniti, il quale non può far altro che rispondere a tono per cercare di tenerli a bada.
E voi vi fareste salvare da una Wonder Woman
supereroina alcolizzata “mangiauomini”?
No maschi, sono sicuro che non lo trovereste “divertente”
Psicopatici, sodomiti, nazisti, maniaci e perversi richiedono misure drastiche, misure degne. Qui entrano in gioco i Boys, persone che in modo o nell’altro la CIA ha reclutato, un gruppo messo in piedi per contrastare la più grande minaccia di sempre. Guidati da un inglese sadico con un odio viscerale per i Super, i Boys sono tutto ciò che serve per tenere d’occhio queste mine vaganti.
Abbiamo Butcher, il sadico, folle e purtroppo (per i Super) intelligente capo del gruppo, il corpo vero e proprio.
Abbiamo L.M. o Latte Materno, la mente dietro al gruppo, calmo, preparato e sempre pronto dalla sua stazza statuaria a far a pezzi qualcuno.
Abbiamo Il francese e la Femmina, le braccia del gruppo, due scoppiati psicopatici senza alcun (apparente) controllo quando si tratta di fare casino.
E abbiamo Hughie, l’ultimo arrivato, quello che in fondo si potrebbe definire il “cuore” del gruppo, il meno abituato ai massacri folli dei suoi compagni.
Il Francese in tutto il suo splendore.
Ma se delle persone “normali” devono contrastare dei superumani, come si fa a fare in modo che resistano anche solo per un secondo alla loro furia, alla forza e ai loro poteri?  La risposta è abbastanza palese: gli si da la stessa medicina e li si trasforma in superuomini! Non possono volare o sparare laser dagli occhi, ma con la resistenza inumana, la forza di Superman e la mentalità di Jeffrey Dahmer sarebbe meglio trovarsi in un tritacarne piuttosto che fra le loro mani.
Al di fuori della legge, eppure per mantenerla salda, come si può giudicare un gruppo che deve controllare e, a volte sfoltire, chi controlla? Si potrebbe stare ore a discutere di questo, ma non è ne il luogo, ne il momento.
Questi sono solo alcuni dei dubbi e degli interrogativi, solo parte delle qualità di questa serie. Non voglio fare il fanboy che vede Ennis come un dio, lungi da me per fortuna, ma non posso non ammettere la realtà: questa differente visione dei supereroi è a dir poco geniale. Se da un lato abbiamo testi ottimi, ben tradotti (si riesce a perdere poco dell’originale, per fortuna) e una sceneggiatura da restare aggrappati con le unghie, dall’altra abbiamo le matite di vere e proprie leggende del fumetto.
In primis Darick Robertson, co-creatore con Ennis (già assieme per “L’uomo che amava la guerra” e “Peacemaker”) che sebbene abbia ceduto le redini ad altri, cura ogni copertina uscita e anche alcuni degli spin-off.
Assieme a lui troviamo  John McCrea, collaboratore storico di Ennis, il maestro Carlos Ezquierra, Russ Braun e   Peter Snejbjerg. Tutti grandi nomi, tutti all’altezza della loro fama e in grado di rendere ogni immagine del fumetto.
Lavoro fra l’altro non semplice, vista la natura estremamente esplicita e violenta dell’opera. Ogni vignetta va soppesata e studiata, troppo gore o la scelta sbagliata del momento basterebbero a mandare a monte il perfetto equilibrio che regge il tutto.
Qualcuno ha parlato di equilibrio? Quando si è creati per essere
il patriota perfetto, l’essere più grande, luminoso e potente, non tutto
può andare per il verso giusto.
Ora, se siete fanatici del tl:dr, questa è la parte che fa per voi. In soldoni trovo The Boys un’opera degna di essere letta, con una marea di pro, ma anche qualche contro, primo fra tutti forse l’essere davvero esplicita e controcorrente. Trattasi ovviamente di opinione soggettiva, ma a mio modesto avviso può non essere per tutti, sebbene tutti (i fumettari) dovrebbero leggerla almeno per snaturare e portare alla realtà la figura troppo montata e idolatrata del supereroe senza macchia (o del cattivo troppo leale che si lascia sempre dietro una via per farsi sconfiggere). Sotto la violenza, il sesso e la follia si cela quello che non si può cambiare o alterare con la scienza: la natura umana.  
Qualche mese fa avrei consigliato l’acquisto con riserva, visto il costo elevato dei volumi 100% editi dalla panini (si aggirano fra i 10-16 euro, per 16 numeri attuali) e la loro difficile reperibilità, essendo esauriti praticamente in ogni dove, ristampe comprese.
Da novembre 2012 con una mossa a sorpresa (viste forse le grasse vendite) ha deciso di portare the Boys in edicola con un brossurato mensile, due storie per volume, quindi non ci sono più scuse per mancare una simile perla!
Fonti: