Sui polpi, le gole e tutti gli altri

gennaio 25, 2013 in Io l'ho letto, Teste di Balloon

Si questa è una recensione! Non ci credete? Beh neanche io, ma fatto sta che in una parte della mia mente contorta, questa è una recensione e per i superpoteri concessimi, impongo che lo sia anche per voi.

Zerocalcare, voi che ci leggete dovreste conoscerlo, se così non fosse, correte a scandagliare l’internet e quando avrete riprendete la lettura.
Fatto? Vabbeh ho capito, vi metto in quote un pezzo della biografia, ma solo perchè oggi mi sento meno cattivo del solito:

“Zerocalare il cui nome anagrafico è Michele Rech è un fumettista italiano, noto ai più per il suo blog a fumetti in cui pubblica le sue storie quasi ogni lunedì. Le tematiche vanno dai pischelli che tirano i serci alle storie di vita quotidiana più intima. Sostiene di aver prodotto molti fumettacci, locandine per eventi punk hardcore ed autoproduzioni nel circuito dei centri sociali. Afferma di disegnare per campare in attesa della rapina del secolo. Ha pubblicato due libri: La profezia dell’armadillo e Un polpo alla gola.”
(dati estrapolati da sito e pubblicazioni di Zerocalcare, con una spolverata di bit provenienti da Wikipedia)

Ora superate in modo frettoloso le lacune di alcuni di voi, possiamo tuffarci nel pieno di questa recensione.

Un polpo alla gola non è la storia di un sub alle presa col la pesca che viene aggredito da un mollusco gigante, né un inserto a Caccia & Pesca e neanche un trattato sulle affezioni delle vie aeree inferiori.

Un polpo alla gola racconta la storia di Zero e dei suoi compagni di scuola a partire dall’infanzia, passando per l’adolescenza ed arrivando fino all’età adulta, dividendo gli eventi in tre capitoli. La storia si apre con un giovane Zero di circa sette anni alle prese con i problemi comuni dell’infanzia e le sue sfide: essere sempre al corrente della trama dell’ultima puntata dei cartoni e non tirarsi mai indietro nelle scommesse, pena una caterva di schiaffi e l’eterna esclusione da qualsiasi rapporto sociale. Proprio per colpa di una di queste scommesse a cui non ci si può sottrarre, si innesca una serie di eventi che porterà Zero a doversi misurare con la propria innocente coscienza. Ovviamente la paura vince sulla coscienza e Zero si ritrova custode un segreto e di un nuovo amico intimo, appunto un polpo che gli attanaglia la gola, come metafora del senso di colpa.

In sostanza una storia divertente che personalmente mi ha fatto lacrimare dalla risate, ma che al contempo affronta, sempre con l’umorismo ed i personaggi che caratterizzano Zerocalcare, le tematiche dell’infanzia, dei segreti e dei sensi di colpa.

Se vi piace Zerocalcare, è inutile dirvi che dovreste leggerlo.
Se non avete mai letto nulla dell’autore, iniziate dal suo blog e secondo me nel giro di poco vi ritroverete ad ordinare entrambe i suoi libri.
Se Zerocalcare proprio non vi piace, di sicuro avrete già quittato o scrollato questo articolo, ma se così non fosse una possibilità dategliela perché un sorriso son sicuro che ve lo strapperà.