Il seggio vacante di J.K. Rowling
gennaio 21, 2013 in Books, Io l'ho letto
Toglietevi quei ridicoli occhialetti tondi e rimangiatevi gli incantesimi, come ho fatto io. Qui si parla di come un’autrice possa ricostruirsi un’immagine con 553 pagine.
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| La copertina è orribile ed è uguale in tutto il Mondo! |
Cosa può accadere in una placida cittadina inglese se improvvisamente un esponente del Consiglio Locale muore? Si scopre immediatamente, che dietro le tendine di pizzo e sotto le tovaglie in filet si nascondono le peggio nefandezze. E la parte più bella è che non sono nefandezze tali da far gridare allo scandalo, no. Sono di quelle che si annidano ovunque. In una compagnia di amici, in un condominio in un – per l’appunto – piccolo paese di provincia.
Comincia così A Casual Vacancy, con una morte e le sue conseguenze. Due schieramenti politici e molti lati della medaglia. La Rowling ci fa conoscere pian piano i cittadini di Pagford, di Yarvil e soprattutto del sobborgo The Fields che i due paesi cercano di scaricarsi l’un l’altro. Perché il contendere nasce proprio da questo quartiere abbandonato nel degrado che gli abitanti di Pagford vedono particolarmente di cattivo occhio, considerandolo una caduta di stile per il proprio paese. Si avvicendano piccoli colpi di scena da borgata che solo l’aplomb inglese può assorbire e con un occhio forse un po’ morboso, si entra nelle case e nei cuori di questi cittadini tanto misurati nelle apparenze quanto infuocati nell’animo.
Solo politica? No, nient’affatto, perché si, questo è un romanzo per adulti ma sono i ragazzi che ribaltano le vicende, fanno affiorare il peggio e il meglio, accusando essi stessi pregi e difetti dei propri genitori e degli adulti che li circondano. Come un filo conduttore, chiudono le fila di tragedie misfatti e fanno versare una lacrima su un finale non privo di emozioni.
Ma passiamo allo stile, alla scrittura.
Dimenticate lo stile scanzonato dei primi e quello fantasy degli ultimi Harry Potter: la Rowling ne sa. Ne sa a pacchi. Il romanzo scorre via, come una commedia inglese, veloce, piena di contenuti che ti sorbisci come ottimo te alle cinque. Senza zucchero. Un’autrice con una profondità di spirito immenso che dona con generosità ai propri personaggi.
Ok. ora me ne vado che è arrivato il Nottetempo, eh. Cia’.




