Person of Interest

gennaio 30, 2013 in Anonima Telefilm

La serie è del 2011 ma è arrivata in italia solo nel 2012 (in ritardo come al solito). I protagonisti sono John Reese, interpretato da un eccellente Jim Caviezel (Montecristo, High Crimes – Crimini di stato, La passione di Cristo, Frequency, Un sogno per Domani) e Michael Emerson (Saw l’enigmista, La Leggenda di Zorro, Lost) nel ruolo dell’occulto e paranoico multi miliardario Harold Finch. 


In termini molto semplicistici, la serie è una sorta di masch-up, ben coeso, oserei dire, tra Batman, Burn Notice (serie tv con Jeffrey Donovan) e Nemico Pubblico (eccellente film di Tony Scott del 1998 con Will Smith e Gene Hackman). In sostanza si tratta di una mistura orwelliana magistralmente costruita.



All’inizio si ha l’impressione che le puntate siano sistematicamente tutte uguali, ovvero: ricevono il numero di previdenza sociale, scatta il pedinamento e la sorveglianza per scoprire se il soggetto è “vittima o carnefice”, poi l’indagine e in fine si sventa il crimine. Man mano che si va avanti però, si presenta quasi in sordina, non una ma ben due o tre sotto-trame che fanno da tappeto a tutta la prima stagione per poi sfociare nella seconda.  

Jim Caviezel
Si viaggia inoltre, nel background dei personaggi principali, sui quali ci sono parecchie domande, quesiti lasciati in sospeso ma non trascurati per fare brodo, come capita in alcuni casi. Molte di queste risposte vengono fornite relativamente subito, altre invece si protraggono con cognizione di causa. Questa componente non da fastidio allo spettatore anzi, lo rende partecipe e rinnova l’attenzione.
Giunti fino a qui, dato che stiamo parlando di una produzione del caro J.J. Abrams, sovviene il timore che si vada a finire come in Lost, dove i flashback occupavano gran parte della puntata e facevano sprofondare la linea narrativa in uno sciame sismico di domande e dubbi tali da costringere lo spettatore a rivolgersi ad un buon terapista. Fortunatamente non è così, perché la produzione di Abrams, è subito sorretta da altre “persone” proprio per evitare l’insorgere di eventuali capitomboli narrativi.
Le “persone” alle quali ci si sta riferendo, lasciano la loro impronta, e ci si rende conto quando si vedono i colori grigio-chiari della serie, che marcano la firma della produzione e della regia, affidata ad un certo Jonathan Nolan, fratello dell’ormai più conosciuto Christopher. Insomma, a tirare le fila del suddetto telefilm, c’è gente seria … e si vede, credetemi.
Michael Emerson
Quindi, senza girarci troppo attorno, la serie merita davvero. È scorrevole, non affatica lo spettatore ed ha la sua buona dose di poliziesco, intrigo spionistico, azione alla Jason Bourne (senza esagerare) e concetti etico-esistenziali e non, su cui riflettere, come quelli che si incontrano guardando determinati film come il precitato Nemico Pubblico. In conclusione, per fugare ogni dubbio, questo telefilm è da vedere, assolutamente!