Ne vale veramente la pena? Flight

gennaio 30, 2013 in A.MOvie

Dopo aver visto qualche film degno di nota, uno tra tutti Django Unchained, tornare al cinema è un po’ difficoltoso. Domenica sera mi si presentava una scelta ardua, come scegliere tra la pillola rossa e quella blu offerta da Morpheus a Neo in Matrix: andare a vedere Lincoln di Spielberg o Flight di Zemeckis? Dopo aver pesato attentamente i pro e i contro, ovvero quanta voglia c’era nell’aria di seguire un film di 150 minuti o di 138, ha vinto a mani basse il papà di Ritorno al Futuro. Profetica fu l’esclamazione del mio moroso: “Tanto Zemeckis non ha mai sfornato film mediocri”. Sia messo agli atti che l’affermazione aveva tutte le ragioni per essere espressa e, senza troppa fatica, si fa presto ad enumerare vari successi del regista di Chicago. Vogliamo farlo questo esercizietto da quinta elementare? Cominciamo: la saga di Ritorno al Futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit?All’inseguimento della pietra verdeLa morte ti fa bellaForrest Gump e tanti altri. Con questo curriculum nessuno avrebbe dubbi. Nessuno sospetterebbe una tragedia di queste proporzioni. A saperlo mi sarei portata cibo di [s]conforto.
Partiamo come sempre da una breve sinossi del film in questione: Whip Whitaker è un pilota di linea con seri problemi di alcolismo e di droga. Una mattina come tante, in un volo come tanti, prende posto in cabina di pilotaggio e decolla per portare l’aereo a destinazione. Un guasto del velivolo lo costringerà ad un miracoloso quanto impossibile atterraggio salvando quasi tutte le persone a bordo. La Nazione lo chiama eroe, ma il comandante dovrà fare i conti con i suoi demoni personali  per poterne uscire pulito: quel giorno era ubriaco.
Partendo dal presupposto che non salirò mai più su un aereo a cuor leggero, questo film non è tremendo: è girato bene, Denzel Washington è come sempre un attorone da stemma nobiliare quadripallico e la metafora dell’aereo che precipita è perfetta per rappresentare tutte le vicende del comandante dall’inizio alla fine della narrazione. L’incidente aereo rappresenta egregiamente il mondo di bugie che crolla inaspettatamente: per quanto bravo puoi essere (far volare un aereo a testa in giù) prima o poi i tuoi demoni ti vengono a prendere a comunque. Qui il regista non ci lascia molto all’immaginazione e ci accompagna per mano passo passo nella sua discesa all’inferno… Perfettamente prevedibile e senza colpi di scena. Guardando Beautiful sai perfettamente che Brooke tradirà il marito di turno e qui la sensazione è la medesima.

“Mi stai dicendo che pilotare ubriaco e fattone non è una buona idea?”

Lasciando però però perdere questa dichiarata intenzione da pubblicità progresso (bambini non vi ubriacate e non sniffate coca, sennò poi gli aerei cadono), il film parte con il botto e fino al momento del risveglio di Whip in ospedale il film non perde il colpo: non sto solo parlando della visione del nudo integrale di Nadine Velasquez (My name is Earl) che ha fatto vacillare per qualche momento l’attenzione e la salivazione della popolazione maschile presente in sala, ma intendo anche la bravura nel saper gestire e rendere tutta la “corsa” dell’areo fino al momento dello schianto. Però per me il film si ferma qui.
Quindi passiamo a quali sono le cose che mi fanno storcere il naso:
- Denzel Washington per questo ruolo è nominato agli Oscar. Ora, probabilmente, anzi quasi sicuramente, non sono la persona più adatta per poter giudicare queste cose. Dalla mia mi avvalgo di aver visto solo MOLTI film ed avere un minimo di cervello per far un po’ di critica terra-terra. Vogliamo nominarlo all’Oscar perchè Denzel Washington recita con le smorfie di Denzel Washington, le pause di Denzel Wahington, lo sguardo da bambino picchiato per la merenda a scuola di Denzel Washington? Insomma vogliamo premiare Denzel Washington per aver interpretato Denzel Washington. Datene uno a me perchè ogni mattina riesco ad alzarmi dal letto e interpreto me stessa. Non mi sembra che sia stata un’interpretazione sfolgorante alla Training Day. Basta guardare qualsiasi altro film recente e il modus operandi nella recitazione è il medesimo.  Nessuna innovazione, nessun momento così pregno di pathos da poter essere ricordato… a parte la panza da alcolizzato, quella l’ho apprezzata abbastanza.
- Per immergerci ulteriormente negli stereotipi abbiamo John Goodman con un personaggio alla John Goodman: però in questo caso le sue due brevi apparizioni danno l’unico senso di brio, colore e di ironia degne di Zemeckis. Senza di lui sarebbe stato tutto terribilmente piatto. Ci si sarebbe aspettato un tenore del genere in tutto il film, ma ahimè così non è stato. Quindi lo amo e lo odio, mi ha fatto toccare con mano il potenziale e poi mi ha schiaffeggiato.

Infermiera è un’emergenza! Sono vestito da fricchettone per dare brio a questo film.

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- Don Cheadle pareva che aspettasse solamente il momento di indossare l’armatura di War Machine e spaccare il coolo a chi gli intralciasse la strada per la difesa del suo alcolizzato preferito (no, purtroppo non Tony Stark).
- Il personaggio di Kelly Reilly è di un piattume agghiacciante.
Tuttavia, una nota positiva nell’interezza del film c’è, ovvero la scelta azzeccatissima delle canzoni in sottofondo ad ogni vicenda: Feelin’ alright di Joe Cocker, Under the Bridge dei Red Hot Chili Peppers, Sympathy for the devil de The Rolling Stones, What’s goin’ on di Marvin Gaye, Ain’t no sunshine di Bill Whiters e molte altre. Arrivano tutte nel momento giusto e dicono la cosa giusta. Ogni tanto qualche spiraglio di luce dal tunnel, ma siamo ben lontani da Forrest Gump.
In conclusione, tornando indietro, non dico che non lo riguarderei, ma probabilmente i soldi spesi per vederlo al cinema non sono esattamente giustificati. Si esce con un senso di vuoto (non solo per la perdita di peso specifico del proprio portafoglio), che mi ha fatto chiedere “E ora?”. Ora che me ne faccio di questo film sul groppone, a parte sapere che la cocaina ti fa riprendere da sbronze colossali senza passare dal via e prendere i 20 mila?
Io non lo sò, ma se questo film vince anche solo uno dei due oscar, Zemeckis non mi lascia scelta: dovrò fare come Stewie con Will Ferrell: durante il viaggio mi guarderò Chi ha incastrato Roger Rabbit? piangendo dei vecchi tempi e sperando che l’aereo non precipiti.

Scheda tecnica su IMDb
Stay tuned!